Emotion

     Il bacio delle vampire

Emotion

di Nobuhiko Obayashi

Titolo originale: EMOTION 伝説の午後 いつか見たドラキュラ(Emotion: densetsu no gogo = itsukamita Dorakiura)
Giappone, 1966, 39′
Sceneggiatura: Kyoko Hanyu, Nobuhiko Obayashi
Fotografia: Nobuhiko Obayashi
Montaggio: Nobuhiko Obayashi
Musica: Naoshi Miyazaki
Scenografia: Yosimitu Kawamata
Interpreti: Emi Tabata (Emi), Sari Akasaka (Sari), Jinichi Ishizaki, Keiko Machida, Jusin Kitamura
Produzione: Kyoko Obayashi per Obayashi Productions

Cortometraggio sperimentale che descrive la vita, forse reale, forse in sogno, di una giovane ragazza di nome Emi, che viaggia in città dove incontra la sua controparte, Sari, e si innamora di… un vampiro?

Nobuhiko Obayashi
Regista, sceneggiatore e montatore giapponese, nato a Onomichi nel 1938. Dimostra precocemente amore per le arti, girando in 8mm i suoi primi corti animati. Persegue la sua vocazione durante gli anni della scuola, fino a fondare il gruppo di cineasti Film Indipendent, con cui si dedica al cinema sperimentale. Dopo l’università entra nel campo degli spot pubblicitari, su cui prosegue le sue sperimentazioni, fino al debutto nel lungometraggio con l’horror sperimentale House (1977), destinato a diventare un cult in tutto il mondo. Il successo continua negli anni Ottanta, in cui riesce a mantenere il gradimento del pubblico e della critica, pur perseguendo sempre un’idea di cinema personale e attenta alle sperimentazioni. Nel 2016 gli viene diagnosticato un tumore, ma continua a lavorare imperterrito: il suo film-testamento esce nel 2019, Labyrinth of Cinema, una fluviale dichiarazione d’amore alla storia del Giappone e del cinema. Scompare nel 2020.

La critica:
Emotion [è] il culmine dello stile d’avanguardia del primo periodo [di Obayashi]. Descritto da David Cairns come una “rivisitazione alla caffeina del cinema d’avanguardia”, Emotion utilizza “Slow motion, movimenti accelerati, tagli incrociati blipvert-veloci, mescolanza di colori e b/n ” per illustrare e oscurare la sua vaga narrazione di una ragazza che arriva in una grande città da un piccolo villaggio di pescatori e viene coinvolta da personaggi bizzarri e fiabeschi. La storia è costantemente messa in gioco e minata dalla presenza della troupe cinematografica. Appaiono più volte dei falsi cartelli finali, mentre le narrazioni giapponesi e americane forniscono resoconti sottilmente diversi degli eventi del film. (…) È anche la prima manifestazione della ricorrente fascinazione di Obayashi per i vampiri, figure che prosciugano la vitalità e l’innocenza dei giovani e che a loro volta sono analoghe alle autorità giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Secondo quanto riferito, Emotion è stato proiettato in molti campus all’estero, diventando un successo underground.
(Hal Young, da Senses of Cinema)