Le viol du vampire

     Vampire nude: Omaggio a Jean Rollin

Le viol du vampire

di Jean Rollin

Titolo internazionale: The Rape of the Vampire
Francia, 1968, 95′
Sceneggiatura: Jean Rollin (dialoghi della seconda parte di Alain-Yves Beaujour)
Fotografia: Guy Leblond, Antoine Harispe
Montaggio: Jean-Denis Bonan, Mireille Abramovici
Musica: Yvon Gérault, François Tusques, Barney Wilen, Beb Guerin, Jean-François Jenny-Clark, Eddy Gaumont
Scenografia: Alain-Yves Beaujour
Costumi: Leone Noelle, Ghilaine Caesar
Interpreti: Solange Pradel (Brigitte), Bernard Letrou (Thomas), Marco Pauly (Marc), Jacqueline Sieger (la regina dei vampiri), Jean-Loup Philippe (Dottor Samsky)
Produzione: Jean Rollin, Sam Selsky per Les films ABC

Versione restaurata – In collaborazione con Powerhouse Films / Indicator

In programma Lunedì 25/11/24 – ore 18:30 – Savoia Cityplex

Melodramma in due parti: nella prima, quattro strane donne che vivono in un castello fatiscente credono di essere antiche vampire e vengono visitate da uno psicanalista che cerca di liberarle dalla loro apparente illusione. Nella seconda, i sopravvissuti alla precedente avventura vengono resuscitati dalla Regina dei Vampiri, che presiede una clinica diabolica, ignara del fatto che il primario stia tramando contro di lei.

Note di regia:
Le viol du vampire [la prima parte del film ndr] era abbastanza sfrenato, ma il suo seguito Les femmes vampires, si dimostrò una follia totale. Eravamo stimolati dalla situazione, ovvero dalla possibilità di riprendere a girare solo tre mesi dopo [il capitolo precedente], per poter così infine ottenere un film da un’ora e mezza. È stata una specie di gloria. La nostra troupe amatoriale – non dimenticate che era il primo film per tutti – si mise duramente al lavoro.
Pensavo che la mia sceneggiatura fosse costruita perfettamente e chiara, ma ero il solo a pensarlo; nessuno capiva nulla della mia storia. Le critiche più entusiaste erano di mia moglie, Simone, che non smetteva di lodare il film, parlava dell’inusuale poesia delle immagini e dell’emozione che il film irradiava da alcune scene.
(Jean Rollin, note per edizione home video, 2007)

Jean Rollin
Nasce a Parigi nel 1938, figlio di padre attore e fin da giovanissimo è attratto dal cinema, dalla scrittura e dai fumetti. Ottiene i primi incarichi come tuttofare presso Les Films du Saturne e poi come montatore e assistente alla regia. Mentre inizia a pubblicare romanzi e si avvicina al movimento sorto attorno alla libreria di Eric Losfeld e alla sua casa editrice Le terrain vague (che creerà la rivista Midi-Minuit Fantastique), gira i suoi primi lavori, il film L’itinéraire marine che resta incompiuto e il corto Les pays loin (1965). Nel 1968 il debutto ufficiale nel lungometraggio con Le viol du vampire, che da il via a una carriera nel fantastico, caratterizzata da un approccio onirico e poetico, influenzato dal surrealismo e spesso in contrasto con il mercato di serie B in cui si ritrova suo malgrado a operare. Costanti restano alcune ossessioni figurative, dalle vampire agli scenari decadenti e tardo gotici che lasciano emergere un respiro malinconico. Film come La vampira nuda, Le frisson des vampires, Lèvres de sang, Fascination consolidano la sua reputazione, mentre il mercato si fa sempre più ristretto e lo costringe anche a incursioni nel porno. I progetti si diradano negli anni Ottanta, mentre la fine del secolo segna un ritorno sulle scene, con titoli come Les deux orphelines vampires e La fiancée de Dracula. Il suo ultimo film è La masque de la Méduse del 2010, anno della sua scomparsa.

La critica:
Il suo primo lungometraggio, con la sua struttura in due parti (…) non è forse una sorta di proiezione sullo schermo dei voli entusiastici di Bataille, Breton e i loro simili su Fantomas di Louis Feuillade? Ellittico all’estremo, il film non sembra altro che un gigantesco collage di trovate teatrali d’altri tempi, degne dei vecchi serial Cineac, messe a nudo fino all’assurdo.
(Nicolas Stanzick, De l’autre coté du miroir, da L’écran fantastique n.317, febbraio 2011)